{"id":535,"date":"2019-03-06T22:07:59","date_gmt":"2019-03-06T21:07:59","guid":{"rendered":"http:\/\/polepole.camanzi.info\/?p=535"},"modified":"2019-03-31T22:24:39","modified_gmt":"2019-03-31T20:24:39","slug":"ospedale-st-joseph-di-bebedjia-ciad","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.polepolepianopianoarezzo.it\/index.php\/2019\/03\/06\/ospedale-st-joseph-di-bebedjia-ciad\/","title":{"rendered":"Ospedale st. Joseph di Be\u2019Be\u2019Djia \u2013 Ciad"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Progetto di cooperazione sanitaria<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gli abitanti si dedicano all\u2019allevamento e all\u2019agricoltura ma le difficolt\u00e0 sono molte perch\u00e9 il territorio, desertico o roccioso, \u00e8 molto arido e numerosi sono i periodi di siccit\u00e0 che creano gravi disagi e che spesso portano alla morte di intere mandrie di bestiame.<\/p>\n\n\n\n<p>La repubblica del Ciad \u00e8 uno stato dell\u2019Africa centrale tra i pi\u00f9 poveri dell\u2019Africa e del mondo. Pi\u00f9 dei tre quarti della popolazione (poco pi\u00f9 di 11 milioni di abitanti in tutto) risiede in zone rurali, principalmente a sud,zona meno desertica e relativamente pi\u00f9 ricca di acqua rispetto al nord del paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre l\u201980%della popolazione \u00e8 sotto la soglia di povert\u00e0. Attualmente l\u2019economia del Ciad nonostante lo sfruttamento del petrolio rimane principalmente agricola e sempre penalizzata dai suoi problemi cronici: posizione geografica, comunicazioni interne povere, alti costi di energia,scarse risorse idriche ed una storia di corruzione, instabilit\u00e0 politica e guerre.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli indicatori di sanit\u00e0 riflettono la situazione di povert\u00e0 del paese:<\/p>\n\n\n\n<p>Tasso bruto di natalit\u00e0: 41,6 per mille<\/p>\n\n\n\n<p>Tasso di mortalit\u00e0 infantile (0-1 anno) 102,6 per mille<\/p>\n\n\n\n<p>Tasso bruto di mortalit\u00e0: 16,3 per mille<\/p>\n\n\n\n<p>La malnutrizione, la malaria, la tubercolosi, la parassitosi l\u2019Aids restano le principali cause di morte.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ospedale Saint Joseph si trova si trova a B\u00e8b\u00e8djia nel sud della Repubblica del Ciad a circa 500 km dalla capitale N\u2019djiamena.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha circa un centinaio di posti letto e rende servizio alla popolazione della vastissima regione della diocesi di Doba e va ben al di l\u00e0 dei suoi limiti, coprendo di fatto una estesa superficie con un bacino di utenza che supera attualmente il milione di abitanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Creato nel 1975 da un missionario comboniano come centro medicale funzionava da semplice dispensario. Nel 1994 in piena guerra civile \u00e8 stato aperto come ospedale, grazie agli sforzi fatti dalla Diocesi di Doba e dall\u2019allora vescovo comboniano mos. Michele Russo. L\u2019ospedale ha iniziato le sue attivit\u00e0 diventando subito centro di riferimento non soltanto per i malati del distretto, ma anche per quelli delle zone limitrofe ed oltre.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2008 suor Magda, l\u2019allora direttrice dell\u2019ospedale Saint Joseph, inviava un appello accorato di richiesta di aiuto e di medici. L\u2019unico medico presente il dr. Mbaitoloum Weina, non riuscuva a far fronte all\u2019ingente lavoro. Alcuni infermieri e medici, tra cui il dr. Danilo Tacconi che gi\u00e0 da qualche anno erano operativi in Tanzania con la nostra Associazione furono i primi a partire (2009).<\/p>\n\n\n\n<p>A questi si sono aggiunti via via negli anni successivi altri volontari (medici,infermieri, fisioterapisti, tecnici di laboratorio, ostetriche ecc\u2026) con lo scopo di apportare ognuno il proprio contributo. Ci teniamo a sottolineare che tutti i volontari viaggiano a titolo personale e a proprie spese sostenendo i costi del viaggio e del soggiorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso degli anni si facevano pervenire all\u2019ospedale materiali sanitari ed attrezzature mediche. Si contribuiva nel dotare il nuovo reparto di pediatria degli arredi, mobilio, biancheria e di alcuni presidi sanitari minimi indispensabili.<\/p>\n\n\n\n<p>I nostri volontari hanno continuato a recarsi in Ciad sino al 2014 poi la situazione geopoliticaq del paese si \u00e8 deteriorata a tal punto che non \u00e8 pi\u00f9 possibile garantire l\u2019incolumit\u00e0 per il pericolo di attentati e la presenza di bande terroristiche dei Boko Haram che sconfinano dai paesi limitrofi. L\u2019ospedale si \u00e8 dovuto munire di guardie armate e metal detector agli ingressi.<\/p>\n\n\n\n<p>Si continua tuttavia ad inviare materiali sanitari e qualche aiuto economico per far fronte alle sempre maggiori esigenze cui \u00e8 progressivamente andato incontro l\u2019ospedale.<\/p>\n\n\n\n<p>Pubblichiamo l\u2019ultima lettera inviatici da sr Elisabetta d.ssa Raule attuale direttrice dell\u2019ospedale e quasi costantemente unico medico dell\u2019intera struttura.<\/p>\n\n\n\n<p>messaggio originale &#8212;&#8212;&#8211;<br>Da:Elisabetta Raule&nbsp;<br>Inviato:Sun, 29 Oct 2017 21:49:52 +0100<br>Oggetto:ecco la mia letterina<br><br>Carissimi amici di Arezzo, vi mando un caro saluto dal sud del Tchad.<br>Vi scrivo sempre da Bebedjia, regione del Logone Orientale,<br>precisamente dall\u2019ospedale Saint JosepH.<br>Quest\u2019anno abbiamo avuto dei cambiamenti e delle difficolt\u00e0 sempre<br>maggiori, perch\u00e9 come voi sapete, la situazione dell\u2019Africa non \u00e9<br>buona, ed in particolare nei paesi del Sahel ci sono problemi seri<br>legati ai gruppi islamici che circolano senza nessuna identificazione<br>e controllo. Qui in Tchad la \u00ab crisi \u00bb palpabile che la gente ha<br>sentito quest\u2019anno \u00e9 ancora di pi\u00f9 legata alla caduta del prezzo del<br>petrolio, che ha fatto s\u00ec che lo Stato non riesca spesso a pagare gli<br>stipendi dei suoi funzionari (in particolare professori ed insegnanti)<br>e quindi non ci sono soldi che circolano\u2026 ed anche nel nostro caso,<br>all\u2019ospedale, la gente non riesce a pagare le visite e le operazioni<br>perch\u00e9 dice che non ci sono soldi. Solo i commercianti arabi e i<br>nomadi che hanno il bestiame hanno un po\u2019 pi\u00f9 di soldi. Inoltre resta<br>sempre il problema del controllo dei documenti, che qui in Tcahd non \u00e9<br>ben fatto, e quindi molti gruppi islamici di etnie diverse non sono<br>identificati.<br>Per il nostro ospedale i cambiamenti sono stati : il nuovo vescovo<br>Mons. Martin che \u00e9 subentrato a Mons. Miguel Sebastien. Mons. Martin \u00e9<br>un vescovo Tchadiano, \u00e9 un uomo di Dio, ma \u00e9 preoccupato di far<br>funzionare l\u2019ospedale con la contribuzione della popolazione,<br>altrimenti non potr\u00e0 continuare.<br>Abbiamo rinnovato i contratti del personale e cercato di far partire<br>alcuni infermieri che rubavano soldi delle entrate dei malati e<br>farmaci non \u00e9 stato facile ed ora abbiamo qualche infermiere in meno,<br>dunque \u00e9 faticoso.<br>Il direttore Jean Marie \u00e9 partito anche lui ed abbiamo un nuovo<br>direttore Samuel che ha molta buona volont\u00e0, anche se a volte ci<br>vorrebbero veramente dei miracoli per far funzionare le cose.<br>I problemi dell\u2019impianto elettrico sono sempre enormi. Lo Stato<br>dall\u2019anno scorso non ha dato neanche un\u2019ora di luce e noi spendiamo un<br>sacco di soldi per accendere il gruppo elettrogeno dell\u2019ospedale ogni<br>giorno. I pannelli solari del nuovo impianto fin dall\u2019inizio hanno<br>dato problemi e le batterie sono rovinate perch\u00e9 dentro il container<br>dove sono installate fa troppo caldo e non c\u2019\u00e9 climatizzazione. (<br>sopra dai 42\u00b0 si blocca tutto da solo) .<br>Come medici all\u2019ospedale per ora siamo sempre io, che mi occupo della<br>medicina, maternit\u00e0, chirurgia,le urgenze, le visite e le ecografie, e<br>poi la suor Lourdes, che si occupa della pediatria e dei malati di<br>HIV. Sapete, siccome il Governo non ha soldi, hanno bloccato tutte le<br>discussioni di tesi dei giovani laureandi in medicina a N\u2019djamena : ci<br>sono medici che hanno finito gli esami e la tesi pronta da due anni e<br>aspettano solo di discutere la tesi ma lo Stato dice che non ha soldi<br>per pagare la commissione. Penso di poter dire senza esagerare che<br>siamo davvero in uno dei paesi piu\u2019 poveri al mondo.<br>Spero di avervi dato qualche notizia interessante di aggiornamento<br>sulla nostra situazione<br>Sappiate che nonostante tutte le difficolt\u00e0 , continuiamo a curare i<br>malati con speranza, sapendo che qui nel sud, soprattutto per le<br>patologie gravi, non sanno dove rivolgersi.<br>Certamente vi siamo molto riconoscenti dell\u2019aiuto che ci avete sempre<br>dato e speriamo di cuore che avrete la possibilit\u00e0 di continuare a<br>sostenerci.<br>Noi vi ricordiamo sempre nella preghiera<br>Fraternamente<br>srElisabetta<\/p>\n\n\n\nngg_shortcode_0_placeholder\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Progetto di cooperazione sanitaria Gli abitanti si dedicano all\u2019allevamento e all\u2019agricoltura ma le difficolt\u00e0 sono molte perch\u00e9 il territorio, desertico o roccioso, \u00e8 molto arido e numerosi sono i periodi di siccit\u00e0 che creano gravi disagi e che spesso portano alla morte di intere mandrie di bestiame. 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